Papà è morto. Dieci anni fa.
Forse più. Forse meno.
Cazzo me ne frega.
Ventidue anni adesso.
Forse più. Forse meno.
Cazzo me ne frega.
Ma siamo nel 2007?
Fottuto tempo, una merda di convenzione.
Roba inventata da uomini per ordinare le stronzate.
Numeri civici. Turno alle poste.
Il tempo, in realtà, non conta un cazzo.
Almeno finché non comincia a divorare qualcosa.
Le montagne. Le facce delle persone.
Frane. Rughe.
Sfigati! Danno sempre la colpa al tempo.
Sono gli anni a consumare le montagne o è il vento?
Sono gli anni a scavare le rughe o i muscoli facciali?
E mamma? Cinquantasette anni. In una merda di pensione statale per disabili mentali.
Dopo la morte di papà ha smesso di parlare.
Poi di lavarsi.
Ora non dorme neanche.
Congiunzioni astrali. Sta sparendo un secondo alla volta. È il tempo?
Ma siamo nel 2004?
Passa le giornate, lei, con quel pezzo di rosario di plastica fra le dita.
Lo stringe e muove le labbra, come se stesse pregando. O contando.
Che cazzo conta? Giorni? Papà non tornerà a casa.
Ma tanto non frega un cazzo a nessuno.
Nell’istituto non si possono introdurre:
- lacci
- fili
- spaghi
- cravatte
- Qualunque oggetto possa essere potenzialmente pericoloso per sé o per altri.
L’ultimo punto include anche le corone del rosario.
Le preghiere non rientrano in questo elenco. Al momento.
Quelle dieci palline di stoffa legate sullo straccio.
Nessuno gliele ha mai levate. Al momento.
Dove cazzo sono? Panca di legno. Puzza di birra e sudore. Tavoli graffitati.
Ha i gomiti appoggiati sul tavolo scheggiato e le mani congiunte davanti alla faccia.
Cazzo sto pregando anche io.
No, mi sto tenendo la testa.
Cazzo, quanto pesa!
Guarda dove cazzo sono…
Metallari. Falsi Metallari. Alternativi
Dimebag con ‘sta cazzo di chitarra mi sta perforando il cervello
zazazzazazazazazazazazazazazazaza
Quanto sta incazzato Phil Anselmo.
Here we come, reach for your gun
And you better listen well, my friend, you see
It’s been slow down below
Aimed at you, we’re the cowboys from Hell
Cazzo, arriva alle viscere.
No, merda, è lo stomaco vuole risalire.
Ma siamo nel 1993?
«Ho bevuto troppo anche stasera. Speriamo non mi venga il vortice». Urlo a Wallace, in mezzo alla musica sparata a cannone.
«Non bere quando fumi “la Ganja”. Ti viene il vortice e ti gira la stanza, coglione!» Fa il mio amico sottolineando con un pugno alla spalla.
«Ahia, deficiente! Non gira la stanza, stronzo. Non gira il letto, frocio!» faccio alzando la testa dalle braccia incrociate sul tavolino.
«È il cervello che si arrotola su se stesso. Come quando strizzi un fottuto calzino bagnato».
«Sono quelle cazzo di canne, dobbiamo smettere, merda».
«Dici sempre così. Burp, vomiterò anche stanotte, cazzo. È troppo grossa. Arriverò fino a sboccare la bile. Cazzo devo andare a pisciare».
«Vado al vicolo del piscio. Wallace, aspettami qui».
Al cesso ci staranno due ore di fila, porca troia.
Che puzza di piscio porca troia. Uh, uh, cazzo sbocco.
Bluah
Bluah
Urgubleah!
Che sbocco di merda cazzo.
«Ah, ecco do’ stavi! Se non la reggi, la botta, stattene a casa! A proposito. Do’ cazzo stanno gli altri froci?»
«Vaffanculo, Wallace, sto sboccando!»
Niente vortice stasera!
Gabriele Pace
